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Progetto Laboratorio Corale “Cantar Storie”

Il Laboratorio Corale “Cantar Storie” nasce a Domodossola nel mese di aprile 2003 nell’ambito dell’omonima Associazione, come progetto innovativo di coralità amatoriale, che ha come obiettivo la creazione di un repertorio di canti tratti dalla ricerca di esiti tradizionali orali nelle valli dell’Ossola “Cantar Storie” (a cura di Luca e Loris Bonavia, concretizzato nella pubblicazione di tre volumi presso l’Editore Grossi di Domodossola).

Scopo dell’iniziativa è ricreare l’atmosfera delle botteghe artigiane di un tempo, dove da un ciocco di legno, con cura, pazienza ed attenzione, si riusciva a dar vita a forme animate. Allo stesso tempo, partendo dalla consapevolezza di come, nel panorama attuale della coralità amatoriale italiana, possa essere il momento per proporre una nuova “rivoluzione”, il progetto si muove sulla scìa della strada tracciata negli anni ’60 e ’70 dalla “Nuova Coralità” del Coro Monte Cesen e dell’allora Direttore Paolo Bon, cogliendo gli stimoli offerti da un’ampia e mirata ricerca sul campo come quella svolta dall’Associazione Cantar Storie. Il lavoro è svolto nell’ottica di una reale integrazione tra mondo della coralità e mondo dell’etnomusicologia, verso dunque una reale valorizzazione di quel grande, esteso orizzonte di archetipi celato negli esiti della nostra tradizione orale.

Il Laboratorio Corale “Cantar Storie” è composto attualmente da 15 elementi. Diretto da Luca Bonavia, prevede la partecipazione a due prove settimanali a voci riunite, più eventuali altre prove volte a settori mirati. Ad ogni cantore è periodicamente consegnato un “fascicolo-studio” contenente il seguente materiale:
- Spartiti relativi ai nuovi canti inseriti in repertorio;
- Schede filologiche per ognuno degli esiti affrontati, allo scopo di illustrare il collegamento tra la ricerca effettuata sul campo e l’attività compositiva svolta dai musicisti coinvolti;
- Eventuale materiale integrativo relativo all’analisi del testo letterario, che possa facilitarne la comprensione e l’apprendimento;
- Cd-Studio su cui vengono inseriti, per ognuno dei canti di futuro inserimento in repertorio:
- Versione dell’esito acquisito alla fonte dalla viva voce dei cantori spontanei;
- Esecuzione ed analisi della parte che il singolo cantore dovrà eseguire (diversa a seconda del settore di appartenenza);
- Esecuzione della parte del singolo cantore in risalto rispetto all’esecuzione del coro a voci complete;
- Esecuzione del canto per coro a voci complete (curata dal Direttore Luca Bonavia mediante l’ausilio di software multitraccia, a scopo didattico);
- Eventuali esecuzioni dei brani da parte di altri gruppi corali, per agevolare un confronto ed un’analisi critica.

Ad un’iniziale prova dedicata all’analisi dei nuovi brani, segue dunque un periodo (di durata variabile a seconda della complessità del singolo canto) durante il quale i cantori apprendono le singole parti mediante lo studio individuale delle parti. Sarà così possibile avviare la fase della concertazione nel momento in cui i cantori avranno già acquisito e memorizzato ciò che dovranno cantare.

Sono inoltre organizzate, nell’ambito delle prove, serate “di ascolto”, dedicate a confronti, analisi e discussioni delle diverse tecniche di vocalità adottate dai singoli cori, nonché momenti di approfondimento mirati a perfezionare la vocalità che si intende applicare al singolo canto (durante i quali sono messi in pratica esperimenti, giochi vocali e vocalizzi mirati all’apprendimento ed al miglioramento delle tecniche di respirazione, intonazione e vocalità), dedicando opportuni spazi alla sperimentazione di eventuali momenti di “teatralità” inseriti dai compositori all’interno delle elaborazioni, curando in modo particolare la partecipazione dei singoli cantori. Sono previsti inoltre degli “stage” della durata di una o più giornate da dedicare a momenti di approfondimento con la presenza di alcuni dei musicisti coinvolti nel progetto “Cantar Storie”, che potranno curare un lavoro di perfezionamento legato ai brani inseriti in repertorio.

La scelta del repertorio è basata prevalentemente sulle elaborazioni contenute nei volumi sinora pubblicati del “Cantar Storie”, con l’aggiunta di materiale sinora inedito, senza tralasciare elaborazioni italiane e straniere che appaiano di particolare interesse.

Non è escluso che particolari brani possano essere eseguiti da gruppi di cantori (ad es. un quartetto di voci soliste) qualora l’atmosfera del canto lo suggerisca. In tali casi particolare attenzione è dedicata alla collocazione del coro sul palco, ed agli eventuali movimenti che le singole situazioni possono di volta in volta richiedere.

L’attività in pubblico del Laboratorio Cantar Storie avviene preferenzialmente mediante l’organizzazione di Conferenze/Concerto. Prendendo spunto da quanto sopra specificato, l’intento è quello di abbandonare la logica “tradizionale” dei concerti corali (con alternanza di presentazione-esecuzione-nuova presentazione e così via), prevedendo per ognuno (o parte) dei canti l’ascolto dell’esito acquisito alla fonte, dunque dalla viva voce dei cantori spontanei, e illustrando il “passaggio” che conduce all’elaborazione. L’alternanza tra “antico” e “nuovo” funge dunque da filo conduttore, prevedendo in alcuni casi l’attivo intervento dei musicisti coinvolti nell’opera di ricerca e divulgazione.

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