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Il Progetto “Cantar Storie”
Il territorio dell’Ossola è costituito da sette valli confluenti nella piana ov’è situata la città di Domodossola: Valle Anzasca, Valle Antrona, Val Bognanco, Val Divedro, Valle Antigorio, Valle Formazza, Valle Vigezzo.
Diverse culture e tradizioni storiche hanno lasciato nel tempo rilevanti tracce sul territorio ossolano: in particolar modo si possono evidenziare influenze riconducibili al Ticino ed all’area lombarda del Lago Maggiore, oltre al Canton Vallese ed alla Bassa Novarese.
Nel lavoro di ricerca si è voluta estendere l’analisi anche alla Valle Cannobina, che costituisce un naturale prolungamento della Valle Vigezzo verso l’area del Lago Maggiore. È parso opportuno nel contempo dedicare una sezione del lavoro all’intera “Ossola”, includendovi gli esiti reperiti nei comuni del fondovalle nonché quelli raccolti da più fonti, e senza significative variazioni, sull’intero territorio.
Il lavoro, svolto nell’arco di alcuni anni, si riconduce ai primi tentativi di ricerca sul campo intrapresi dal Coro Seo-Cai di Domodossola negli anni ’60, culminati nella pubblicazione di un disco contenente l’esecuzione di tre canti ossolani elaborati per voci maschili. La costituzione, avvenuta nel mese di settembre del 2001 a Domodossola, dell’Associazione Culturale Cantar Storie, ne ha legittimato intenti, contenuti e attività.
L’omonimo progetto è stato ispirato da importanti esempi di ricerche etnomusicologiche svolte sul territorio piemontese per mano di Costantino Nigra, Leone Sinigaglia, Roberto Leydi, Angelo Agazzani, affiancando agli esiti orali una elaborazione corale, secondo una logica di “doppio binario” che ha come unico precedente italiano il primo “Cahier de Musique Chorale Valdôtaine”, curato dal Centre d’Etudes Francoprovençales René Willien e dall’Association Valdôtaine des Archives Sonores per la parte etnomusicale, e da Paolo Bon per la parte espressiva. Si è ritenuto infatti che fosse fondamentale stimolare una collaborazione, sino a quel momento quasi inedita, tra ricercatori sul campo e musicisti chiamati ad intervenire sugli esiti raccolti (tale filosofia sarà successivamente ripresa dalla FE.N.I.A.R.CO. nell’ampio progetto “Voci e Tradizione”, che si concretizzerà in un volume di elaborazioni per ogni Regione italiana).
Il progetto di ricerca
Il progetto di ricerca, curato da Luca e Loris Bonavia, con la supervisione ed il coordinamento da parte di Paolo Bon, è stato articolato in più fasi successive, tra loro strettamente connesse ed interdipendenti.
(1) Raccolta e censimento delle fonti, effettuata innanzitutto mediante una preliminare attività di consultazione di fonti bibliografiche e storiche locali ed extra-locali, allo scopo di individuare alcuni bacini preferenziali verso cui indirizzare la ricerca, ed un elenco iniziale degli informatori da contattare nelle fasi successive;
(2) Reperimento degli esiti orali, svolto sul campo con il supporto e l’intervento degli informatori in precedenza individuati. La raccolta è stata effettuata registrando la viva voce dei cantori spontanei su supporto magnetico (inizialmente audio-cassette, in seguito mini-disk). Si è scelto di acquisire tutti gli esiti ricordati dai cantori spontanei, escludendo solamente quelli di evidente scarso interesse (ovvero quelli che non presentassero rilevanti variazioni rispetto ad esiti comunemente conosciuti o già raccolti);
(3) Costituzione di un archivio sonoro comprendente il materiale raccolto: l’archivio comprende oltre 600 canti, ed è in corso di effettuazione una conversione dello stesso in formato informatico e su supporto CD-ROM. A partire dall’archivio integrale sono stati selezionati circa 200 esiti, sui quali è stato impostato il lavoro successivo;
(4) Attenta verifica ed analisi dei testi letterari, intensificando le ricerche (sul campo e bibliografiche) ove, in presenza di esiti evidentemente mutili, si rendesse necessario un approfondimento. Si è optato per un ritorno sul luogo di raccolta nel caso vi fossero evidenti corruzioni legate a dimenticanze, eventi esterni o semplici errori di esecuzione, non riconducibili in alcun modo a significative “varianti” spontanee;
(5) Trascrizione degli esiti musicali, effettuata cercando di seguire il più possibile l’andamento ritmico e melodico dei cantori spontanei, limitando dunque gli interventi del trascrittore a quei casi in cui una trasposizione totalmente fedele sarebbe risultata di difficile lettura, o addirittura di improponibile impostazione metrica. È difatti spesso impossibile fornire un’esatta indicazione di ogni particolare dell’esecuzione raccolta, anche in virtù delle continue variazioni che i cantori spontanei attuano nelle diverse strofe.
Sono stati riportati inoltre con chiarezza tutti gli adeguamenti del testo alla melodia, ove le varie strofe presentassero differenti schemi metrici, ed alcune note esplicative che potessero chiarire eventuali dubbi alla lettura. Particolare attenzione è stata riservata alle varianti - melodiche e letterarie - riscontrate in uno stesso canto.
Si è scelto di trascrivere le melodie nelle tonalità fondamentali (do maggiore, fa maggiore, sol maggiore) per facilitarne il più possibile l’analisi e la lettura, riportando comunque per ogni scheda la tonalità alla fonte, unitamente ad un’indicazione metronomica; è inoltre stato specificato se la voce registrata fosse di genere maschile o femminile;
(6) Compilazione di una scheda filologica per ognuno degli esiti, nella quale oltre al titolo sono state realizzate una trascrizione della linea melodica ed una trascrizione del testo letterario. Quest’ultima è stata effettuata seguendo criteri di semplicità e chiarezza, limitando al minimo gli interventi (comunque debitamente motivati) ed aggiungendo adeguate note esplicative ove esso fosse di difficile comprensione per la presenza di termini regionali o dialettali. Si è scelto di non riportare la punteggiatura (ad eccezione dei testi “d’autore”) e di evitare le ripetizioni, ove seguano lo schema della prima strofa, riportata integralmente. Nel caso in cui vi siano variazioni rispetto allo schema strofico, esse vengono riportate nel dettaglio: ciò giustifica le eventuali asimmetrie nelle misure delle singole strofe.
A calce del testo sono riportate alcune indicazioni che meglio definiscono il contenuto della scheda, ovvero:
Luogo di raccolta: è la località ove l’esito è stato acquisito. Si è cercato di effettuare la raccolta nel luogo preciso ove si hanno avute notizie della presenza dell’esito: ciò a garanzia di una maggiore fedeltà informativa;
Informatore/i: è il latore dell’esito, colui che ha fornito le informazioni necessarie per reperirlo e poterlo acquisire;
Esecutore/i: viene riportato solo in quei casi ove non coincide con l’informatore, ed è colui a cui si deve l’effettiva acquisizione del motivo;
Data di raccolta: indicata con il solo anno di riferimento;
Registrazione: codice di catalogazione che indica la collocazione della registrazione originale nell’archivio “Cantar Storie”. Consta di sei caratteri alfanumerici: i primi tre (alfabetici) indicano la valle di riferimento. Più precisamente:
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ANT
ANZ
BOG
CAN
DIV
FOR
OSS
VIG
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Valle Antrona
Valle Anzasca
Valle Bognanco
Valle Cannobina
Valle Divedro
Valle Antigorio/Formazza
Valle Ossola
Valle Vigezzo
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Il carattere numerico che segue indica il numero progressivo del supporto magnetico ove sono state archiviate le registrazioni (“0” nel caso in cui vi sia un unico supporto, “0”, 1”, ecc. negli altri casi). Gli ultimi due caratteri indicano infine il numero progressivo attribuito alla registrazione sul supporto (ad esempio vig123 indica che l’esito è stato raccolto in Valle Vigezzo, si trova sul secondo supporto magnetico ed è reperibile in corrispondenza della traccia num. 23).
Tonalità alla fonte: è la tonalità del motivo originariamente raccolto: occorre considerare che a volte si presentano casi in cui l’intonazione risulta approssimativa, o nei quali avvengono cambiamenti di tonalità nell’ambito della medesima esecuzione;
Trascrizione: indica colui che ha effettuato la trascrizione della melodia;
Note: possono contenere riferimenti bibliografici, oltre ad altre notizie riferite all’esito raccolto.
(7) Realizzazione di una elaborazione corale, optando nelle diverse fasi del lavoro per differenti organici. Il materiale archiviato e selezionato è stato inviato ad un ristretto numero di musicisti, individuati sulla base dell’esperienza acquisita nel campo della coralità di stampo tradizionale. Ognuno di essi ha potuto lavorato sugli esiti originali raccolti sul campo, disponendo di una registrazione e della scheda già redatta, ed eventualmente operando direttamente la trascrizione della linea melodica. Seguendo la logica già enunciata del “doppio binario”, essendo l’esito già presentato nella scheda filologica che lo documenta, il musicista può svolgere la propria ricerca espressiva in piena libertà.
I musicisti che hanno collaborato all’intera opera sono:
Angelo Agazzani, Mario Allia, Bruno Bettinelli, Paolo Bon, Luca Bonavia, Gian Carlo Brocchetto, Alessandro Buggiani, Elena Camoletto, Roberto Cognazzo, Armando Corso, Marco Crestani, Renato Dionisi, Gianmartino Durighello, Fedele Fantuzzi, Sandro Filippi, Jacques Fombonne, Armando Franceschini, Mario Fulgoni, Riccardo Giavina, Mario Lanaro, Marco Maiero, Gianni Malatesta, Andrea Mascagni, Angelo Mazza, Paolo Mortara, Alejandro Nunez-Allauca, Bruno Pasut, Giovanni Uvire, Giorgio Vacchi, Giovanni Veneri, Cecilia Vettorazzi, Mauro Zuccante.
(8) Pubblicazione dei risultati finali della ricerca, inclusi in una serie di volumi, pubblicati presso l’Editore Grossi di Domodossola. Gli esiti sono suddivisi a seconda della valle di riferimento e presentati affiancando la scheda filologica all’elaborazione, secondo la filosofia già più volte esposta del “doppio binario”. Sono stati sinora pubblicati tre volumi, contenenti ciascuno circa 60 esiti, le cui elaborazioni sono state destinate a cori a voci maschili ed a voci miste. Al secondo ed al terzo volume “Cantar Storie” è stato allegato un cd-audio contenente una selezioni di esiti nella loro versione acquisita alla fonte;
(9) Divulgazione dei risultati della ricerca, volti a promuovere il lavoro svolto anche al di fuori dei confini naturali del territorio ossolano e piemontese. Si concretizza mediante la partecipazione a concerti, lezioni, convegni, giornate di studio, collaborazioni a concorsi corali, pubblicazione di articoli, saggi ed approfondimenti su libri, periodici culturali e notiziari di settore.
Si segnala in particolare la nascita nel mese di aprile del 2003 del “Laboratorio Corale Cantar Storie”, progetto di coralità amatoriale volto alla valorizzazione ed alla divulgazione di esiti ossolani elaborati mediante “conferenze-concerto” organizzate sull’intero territorio nazionale.
Nell’anno 2006 nasce inoltre l’Insieme Vocale Cantar Storie, progetto di coralità da camera a quattro voci soliste volto all’esplorazione di nuovi territori musicali, che si estendono alla polifonia antica ed a forme contemporanee di vocalità.
A partire dal mese di dicembre del 2003 è inoltre attivo il sito internet dell’Associazione Cantar Storie, all’indirizzo www.cantarstorie.com, che sarà costantemente aggiornato ed ampliato al fine di permettere una veloce ed immediata consultazione dei risultati della ricerca e degli eventi a cui parteciperanno il Laboratorio Corale e l’Associazione.
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